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Salmi (quinta serie)

Guardami, poiché mi rifugio in te (Salmo 16)

Adattamento di Lucio Malan

I. Guardami, poiché mi rifugio in te

Sei il mio Signore, ogni mio bene

La gioia mia è coi santi tuoi

Grandi mali avranno gl’idolatri

Ai falsi dei non darò onore

Il Signore è mia coppa, il mio tesor

II. Luoghi ameni furon lasciati a me

L’eredità mia è graziosa e bella

Lodo il Signore mio consiglier

Guida il mio cuor, a lui sempre son volto

È alla mia destra, mai non sarò smosso

Gioia ho in cuore, l’animo esultò.

III. Il mio corpo al sicuro abiterà

L’anima mia non darai all’abisso

Il tuo fedel non vedrà lo Sheol

Tu mi insegni i sentieri della vita

Il tuo volto è gioia suprema

La dolcezza eterna è nella tua man

Ascolta Tu, sovran Signor (Salmo 17)

1. Ascolta Tu, sovran Signor,
questa vibrante mia preghiera.
Or Tu lo sai ch’essa è sincera
ed è ancor docile il mio cuor.
Ho camminato con giustizia,
non vacillò giammai il mio piè;
ora, Signor, mi volgo a Te:
mostra la grazia, a me propizia.

2. Abbi Tu cura ancor di me,
mi salvi sotto le Tue ali;
e dai nemici miei mortali
certo rifugio trovo in Te.
Or, forti della lor ricchezza,
m’assaltan con violenta man,
da Te sconfitti ancor saran,
Signor, mia forte sicurezza.

O Signor, Te soltanto voglio amare (Salmo 18)

1.
O Signor, Te soltanto voglio amare:
sol Tu, con forza, mi potrai salvare,
o mio rifugio, mio liberator!
Nella distretta Lo invocai ancor:
ebbi paura per la vita mia
e di salvezza non trovai la via
ma il mio Signore non mi abbandonò:
la mia protesta, attento, Egli ascoltò.

2.
Pien di sdegno Dio volle intervenire
e fede il mondo inter rabbrividire
per Sua potenza, per Suo gran splendor.
Egli disperse l’empio, con rigor,
e mi afferrò con la Sua forte mano
per liberarmi dal furore vano,
dei miei nemici, dalla crudeltà:
rivolse a me, il Signor, la Sua pietà.

3.
Il Signor vide in me sol innocenza
e volle darmi grande ricompensa:
nella Sua legge voglio camminar,
e la mia vita ancor vorrà salvar.
Tu sei, Signor, col misero pietoso
ma con l’astuto Tu sei rigoroso;
sol la Tua luce mi darà chiaror
con Te sarò in battaglia vincitor.

4.
O Signor, è perfetta la Tua via;
Tu sei lo scudo della vita mia.
Ma chi è mai Dio? Solo il gran Signor!
Ei mi sostien col provvido Suo amor,
così sconfiggo, atterro l’oppressore,
fugge il nemico, pieno di terrore,
ogni ribelle a me si prostrerà,
e, con tremor, mi chiederà pietà.

5.
Viva il Signor, Dio della mia salvezza!
A Lui si eleva un canto d’allegrezza
perché Egli sempre vide e liberò
chi nell’angoscia il grido a Lui levò.
Perciò, Signor, io voglio a Te cantare,
al nome Tuo per sempre giubilare
poiché Tu fosti il mio soccorritor;
perciò a Te sol si canti gloria, onor. 

Signor! Perché lasciato m’hai? (Salmo 22)

1.
Signor! Signor! Perché lasciato m’hai?
Perché lontan da mia salute stai?
Lontan da’ ruggiti e penosi lai
Dei miei martìri?
Di giorno grido, colmo di sospiri,
Di notte ancor, eppur non odi, Dio!
Né dai risposta al fiacco cuore mio
Nel suo dolor?

2.
Eppure il Santo, il Permanente sei,
Benigno inverso i giusti, ed anche quei,
Che nell’error invocan falsi dei.
Da figli grati
Si sono i nostri padri confidati
In Te, Signor!
Tu li salvati insieme
Giustificando appieno l’alta speme
De’ loro cuor.

3.
A Te gli sguardi mesti anzarono su,
E l’umil loro orare udito fu
Da Te, qual protettor della virtù;
Ma chi sono io?
Sprezzato dall’umano germe rio,
Ognun di me
Si beffa e scuote il capo,
Dicendo: “Nel Signore s’è confidato,
Premiati n’è.

4.
Rifugio fin dai primi giorni miei,
Ricetto vero, come a tutti quei,
Che in Te confidan, oggi ancor mi sei.
Allontanarti,
Or che l’angoscia vien da tutte parti,
Da me non dei;
Di questo afflitto cuore
Chi mai sarìa Salvatore,
Se tu no’l sei?

5.
Nemici, che non hanno umano cor,
Mi stan d’intorno, e l’odio e l’ira lor
Si pasce con piacer del mio dolor,
Già quasi spento
Il cuore, l’ossa pur sconnesse sento;
Già vuol da me
La morte cruda il fiato;
Lo stuolo dei maligni mi ha forato
Le mani e i piè.

6.
Tirando poi la sorte questi rei,
Spartiscono vili i vestimenti miei:
Perciò, Signor, che mia fortezza sei,
Non star lontano,
Onde salvarmi stendimi la mano!
Ti loderò
Poi nelle radunanze;
che tutti in Te ripongan le speranze,
Predicherò.

7.
Lodatelo, dirò, ch’Egli è il Signor,
Pietoso amico d’ogni afflitto cor,
Perché la faccia mai nasconde allor.
Quando il cercate.
La terra si empirà di genti grate;
I padri poi
Ai figli annunzieranno
La grazia del Signor e canteranno
I fatti Suoi.

Signor, fa’ si ch’io non sia confuso (Salmo 31)

1.
Signor, fa’ si ch’io non sia confuso:
confido sol in te.
Or della Tua mercé
giammai potrò restar deluso;
tu sol sei la fortezza,
mia sola sicurezza.

2.
Se il mentitor m’ha sopraffatto
salvarmi puoi sol tu
e sol per tua virtù
sarà dato il mio riscatto.
Nelle Tue mani o Dio,
lascio lo spirto mio.

3.
Sei il Salvator della mia vita:
io Ti celebrerò,
Signor Ti loderò,
sol per la Tua bontà infinita:
o Dio dall’afflizione
mi dai liberazione.

4.
Abbi pietà di me, Signore,
che forza più non ho
e mi consumerò
nel pianto amaro e nel dolore.
Poi l’empio ancor mi assale:
son preda d’ogni male.

5.
Salva il tuo servo con clemenza,
pietoso mio Signor,
e sii vendicator
di falsità, di maldicenza.
Cantiam con allegrezza
o Dio della salvezza.